Quando la vita dei ragazzi si interrompe all’improvviso, e arriva una diagnosi, un ricovero, mesi lontani dalla propria classe, dagli amici, dalla quotidianità, diventa essenziale mantenere degli spazi di normalità e connessione con il loro mondo.
Per questo chi, come Daniela Fiore, la prof in corsia, riporta dentro quelle stanze un libro aperto, una lezione, i compiti, persino un’interrogazione, è molto più di un’insegnante, diventa l’ambasciatrice delle comunità a cui questi ragazzi appartengono.
Daniela Di Fiore entra ogni giorno nelle corsie di un ospedale con un’idea semplice ma potentissima: fare in modo che quei ragazzi non smettano di sentirsi studenti, adolescenti, parte della loro vita.
“Entrare in classe, anche da un letto d’ospedale, significa sentirsi ancora parte del mondo.”